Progetti, lavori e ricerche

Scavi di Thamusida (Marocco)

Il primo progetto italiano in Marocco è nato nel 1999 a Thamusida (50 km a nord di Rabat, sulle rive del fiume Sebou) con l’obiettivo di ricostruire la storia del sito dai primi insediamenti umani, attraverso l’epoca maura (villaggio del VI-I secolo a.C.), romana (vicus militare dall’epoca flavia al III secolo d.C.), fino all’epoca araba, le interazioni fra l’uomo e l’ambiente, i rapporti tra i berberi e le altre popolazioni del Mediterraneo che nel corso del tempo sono arrivate sul luogo. La strategia delle ricerche ha previsto l’applicazione di un sistema integrato di metodologie e tecnologie: geoarcheologia, topografia, prospezioni, applicazioni geofisiche, scavi, rilievi, archeologia dell’architettura, archeometria, archeozoologia, archeobotanica, paleoantropologia, GIS, archeologia virtuale. Sono stati scavati diversi edifici e contesti: templi, mura, terme, abitazioni urbane e suburbane, edifici commerciali, strutture produttive, baracche dei soldati, oltre a un grande granaio sul fiume forse relazionato al sistema degli approvvigionamenti alimentari di Roma (annona).

Anno di inizio del progetto: 1999

Referenti per il DSSBC: Emanuele Papi

 

Scavi di Lixus (Marocco)

L’antica città di Lixus si sviluppa su una collina presso la costa oceanica e l’estuario del fiume Loukkos, non lontano dalla cittadina di Larache (ca. 80 km a sud di Tangeri). Il principale obiettivo delle ricerche è la ricostruzione delle fasi di occupazione tra l’epoca fenicia e quella araba, attraverso l’età maura, romana e tardo-antica. Gli autori antichi, in particolare, Plinio, riferiscono che la fondazione fenicia di Lixus risale al XII secolo a.C. anche se le più antiche testimonianze finora rinvenute non sono precedenti all’VIII-VII secolo a.C. La città divenne colonia sotto l’imperatore Claudio e fu inclusa nell’impero anche in epoca tardo-antica, quando furono erette nuove fortificazioni. In epoca islamica fu capoluogo di un piccolo regno e l’occupazione perdurò fino all’età merinide (XII-XIV secolo). Il progetto ha previsto la redazione di una nuova planimetria, di un rilievo tridimensionale del terreno, indagini geomagnetiche, rilievi di edifici e scavi che chiarissero in particolare la cronologia dei differenti circuiti murari.

Anno di inizio del progetto: 2010.

Referenti per il DSSBC: Emanuele Papi

 

Scavi di Hephaestia (Lemnos, Grecia)

L’isola di Lemnos si estende per 453 kmq nell’Egeo settentrionale. La sua posizione, la presenza di porti naturali e di risorse (metalli, grano e vino) ne fecero un importante centro della Grecia settentrionale fino all’epoca bizantina. La città di Hephaestia sorge su una penisola lungo la costa nord. Fu il centro principale dell’isola durante l’età classica, divenne sede di vescovato in età bizantina, cadde in mano ai veneziani nel 1204 e fu abbandonata nel 1395. Le ricerche che il DSSBC svolge dal 2001 si inseriscono nel programma di scavi, studi e ricognizioni della Scuola Archeologica Italiana di Atene e hanno l’obiettivo di ricostruire l’urbanistica della città attraverso l’applicazione di metodologie non distruttive, quali le prospezioni geofisiche, i rilievi topografici, le ricognizioni terrestri, la mappatura e lo studio dei materiali di superficie, la gestione di dati attraverso un sistema GIS. I risultati delle ricerche hanno consentito di ricostruire i quartieri lungo l’insenatura meridionale, la planimetria ortogonale della città, le fortificazioni. Uno scavo è stato condotto all’interno di un’abitazione con peristilio di epoca tardo-romana, realizzata al di sopra di edifici del IX e del V secolo a.C. e con rifacimenti di epoca bizantina.

Anno di inizio del progetto: 2001

Referenti per il DSSBC: Emanuele Papi

 

Scavi e rilievi di Dionysias (Egitto)

L’abitato tolemaico e romano di Dionysias è situato presso il confine orientale dell’oasi del Fayoum in Egitto. Il progetto ha previsto lo svolgimento di indagini non distruttive: attraverso la magnetometria è stata messa in luce la trama urbanistica regolare di epoca tolemaica con i successivi ampliamenti; il modello tridimensionale del terreno ha evidenziato le curve di livello e le caratteristiche del luogo su cui sorge l’insediamento; tramite archeologia dell’architettura si sono individuati i materiali e le tecniche delle costruzioni; il rilievo di tutti i resti murari è stato integrato nello studio dell’urbanistica; lo studio e il rilievo del tempio principale, dedicato al dio-coccodrillo Sobek, hanno permesso di chiarire le caratteristiche architettoniche, la funzionalità e il procedimento costruttivo di un edificio ancora quasi del tutto intatto. Infine lo studio dei frammenti ceramici, degli utensili lapidei e gli apprestamenti produttivi (specialmente gli oleifici) hanno messo in luce le dinamiche produttive e commerciali in cui Dionysias era inserita.

Anno di inizio del progetto: 2009

Referenti per il DSSBC: Emanuele Papi