Bartolomeo della Gatta. Pittore e miniatore tra Arezzo, Roma e Urbino

Giovedì, 14 Maggio 2015

“Il più grande pittore che la Toscana meridionale abbia visto all’opera dopo Piero della Francesca”. “Un genio misconosciuto, perché sentito come provinciale, data la sua attività in zone periferiche, tra Arezzo, Cortona, Castiglion Fiorentino, Sansepolcro e Città di Castello. Anche il fatto che le sue opere siano rimaste in loco e non compaiano nei musei stranieri ha contribuito a una scarsa conoscenza soprattutto da parte degli storici dell’arte non italiani”. “Bartolomeo della Gatta ci appare come il più patetico e bizzarro di quel gruppo di artisti che prendono l’avvio nella bottega del Verrocchio, quali il Ghirlandaio, il Maestro dell’Annunciazione Gardner o il Perugino”.

                      Luciano Bellosi