Ricordo di Ferdinando Bologna

Venerdì, 5 Aprile 2019
Bologna

Grande storico dell’arte, assieme a Ranuccio Bianchi Bandinelli partecipò al comitato tecnico scientifico che presiedette alla fondazione della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Siena. Fu tra i primi docenti della Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte dell’Università di Siena, fondata da Giovanni Previtali.

 

Ferdinando Bologna era nato a L’Aquila nel 1925, dove è morto il 4 aprile 2019. Allievo a Roma di Pietro Toesca, si legò giovanissimo a Roberto Longhi, tanto da esser chiamato a far parte della redazione di “Paragone” fin dalla sua fondazione nel 1950. È stato attivo funzionario della Soprintendenza di Napoli e in seguito ammirato professore di storia dell’arte medievale e moderna, prima all’Università di Napoli e infine a quella di Roma Tor Vergata. Ha affrontato con larghezza di visione storica e forte partecipazione intellettuale ampi settori della storia dell’arte italiana ed europea, pubblicando studi che hanno segnato le vicende della disciplina: da La pittura italiana delle origini(1962) aI pittori alla corte angioina di Napoli(1969), da Napoli e le rotte mediterranee della pittura(1977) a L’incredulità di Caravaggio e l’esperienza delle “cose naturali”(1992). Gli si devono inoltre studi fondamentali su Simone Martini. Un costante impegno militante ha dedicato alla conoscenza dell’arte del meridione d’Italia, a partire da alcune mostre curate a Napoli assieme a Raffaello Causa negli anni cinquanta del Novecento fino ai volumi su Francesco Solimena (1958), Roviale Spagnolo e la pittura napoletana del Cinquecento (1959), il soffitto dello Steri a Palermo (1975), Gaspare Traversi e l’illuminismo europeo (1980), e a una miriade di saggi. Al fare artistico in rapporto alla storia delle idee ha dedicato nel 1972 un saggio a lungo celebre,Dalle arti minori all’industriale design. Storia di una ideologia, e ha affrontato di petto anche questioni metodologiche in occasione della collaborazione alla Storia dell’arte italiana Einaudi progettata dall’amico Previtali.

Qui a Siena, in virtù dell’amicizia e del sodalizio intellettuale con Previtali, ha insegnato ripetutamente alla Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte e ha partecipato ai lavori e al catalogo della mostra, davvero fondativa, Il Gotico a Siena. Miniature, pitture, oreficerie, oggetti d’arte, tenutasi in Palazzo Pubblico nell’estate del 1982.